In viaggio 

Il mondo dei piccoli non è sempre armonioso,  Lewis Carroll lo descrive molto bene nel suo romanzo Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie. 

Una lettura che provoca e ci immerge nella riflessione costante su ciò che è possibile o impossibile, giusto o sbagliato, su ciò che è importante ora e non lo è un secondo dopo o un secondo prima; il viaggio di una bambina che fa domande, agisce, sbaglia, sente confusione anche di fronte a un mondo adulto che non è sempre coerente e in tutto questo non perde la sua curiosità che le permette di abbracciare e non rifiutare la complessità del mondo in cui è immersa. 

Forse “essere un genitore” è scegliere di intraprendere un viaggio simile, cercare di muoversi al meglio in uno spazio complesso in cui la nostra vita interiore incontra quella dei nostri figli, creando in noi meraviglia, a volte stupore, a volte confusione o paura. 

Il richiamo della ricerca… o il senso dell’urgenza?

 

“…quand’ecco che d’un tratto le passò accanto di corsa un coniglio bianco dagli occhi rosa. In questo non c’era niente di tanto notevole; nè ad Alice parve dopotutto così straordinario sentire il Coniglio dire fra sè:

 <<Povero me! Povero me! Sto facendo tardi!>> 

(Ripensandoci in seguito, le venne in mente che avrebbe dovuto meravigliarsi, ma lì per lì la cosa le sembrò assolutamente naturale); ma quando il Coniglio estrasse veramente un orologio dal taschino del panciotto, lo guardò e affrettò il passo, Alice saltò in piedi, perché le balenò nella mente di non avere mai visto prima di allora un coniglio fornito di panciotto e di taschino, per non parlare di orologi; e, bruciando di curiosità, lo inseguì di corsa per il campo, dove fece appena in tempo a vederlo sparire in una gran buca sotto la siepe”.  

 

Un figlio è una cosa misteriosa e unica. Ci riporta verso una realtà superiore che scardina in un solo colpo le convinzioni di una vita. E non esiste un momento in cui si è pronti per essere genitori, quel momento in cui si può dire di essere finalmente adulti, in grado di gestire tutto perfettamente. 

A volte si corre come il Bianconiglio con l’urgenza di rispondere a un mondo che chiede, avanzando con ritmo incalzante, un ritmo che non ci aiuta a sentire se c’è qualcosa di vitale nel nostro correre, se la nostra fretta del momento ha una direzione. 

A volte si corre come Alice, che cede alla curiosità della scoperta e della conoscenza, è motivata e piena di energia, ma poi c’è il timore di cadere in una buca interminabile e lenta. 

Perchè quando si è genitori il viaggio è lungo e perchè quando si è genitori ci si scontra con il ritmo necessario ai figli per passare dall’età infantile all’età adulta…un ritmo lento e graduale. 

INTENZIONE: Darsi un’opportunità, l’opportunità di iniziare o ripartire a vivere l’esperienza con i figli come un’occasione di crescita, facendo attenzione a piccoli eventi apparentemente insignificanti, come Alice appena addormentata che si accorge di un coniglio col panciotto e brucia di curiosità.

Possiamo partire chiedendoci: dove sento di trovarmi in questo momento in merito alla relazione con mia/o o i miei/le mie figli/e?

  • In movimento, un movimento che invita alla ricerca
  • In corsa, una corsa che ha in sè il senso dell’urgenza
  • In una buca, di cui percepisco la sua interminabilità
  • In una buca, di cui percepisco il ritmo lento (piacevole o spiacevole)
  • Seduto/a sulla sponda, senza una direzione

 

Photo by Harry Cunningham on Unsplash

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