Rubrica per Genitori 12 – Abbiamo bisogno dei nostri figli per continuare a sognare

Ma sua sorella rimase ferma a sedere proprio dove Alice l’aveva lasciata, con la testa appoggiata sulla mano, a guadare il sole al tramonto e a pensare alla piccola Alice e a tutte le su meravigliose Avventure, finché anche lei non si mise a sognare in un certo modo, e questo fu il sogno. Dapprima sognò la piccola Alice in persona. La riebbe lì ad abbracciarle le ginocchia con le manine, gli occhi lucenti e pieni di desiderio fissi nei suoi. Udì ancora l’esatta intonazione della sua voce e rivide quel suo strano vezzo di buttare indietro il capo per respingere i capelli capricciosi che le scendevano sempre sugli occhi. E mentre ascoltava, o le pareva di ascoltare, tutto il luogo intorno a lei divenne vivo delle strane creature del sogno della sua sorellina…Così se ne restò lì, a occhi chiusi , quasi credendosi nel Paese delle Meraviglie, pur sapendo che le sarebbe bastato riaprirli è tutto sarebbe ridiventato la prosaica realtà.

…Infine, si immaginò come la sua stessa sorellina sarebbe diventata anche lei una donna adulta, nei tempi a venire; e come durante gli anni più maturi avrebbe sbarbato il cuore semplice e affettuoso della sua infanzia…

Abbiamo una grande occasione di fronte ai nostri figli: godere e inebriarci della loro energia. Parlo dell’energia che vivono nella loro fase di vita, in modo istantaneo e che noi adulti possiamo solo ripescare attraverso la memoria della nostra infanzia o adolescenza.

Viviamo in modo automatico e disilluso una realtà “adulta” portandoci dietro lo zaino pieno di esperienze, cadute, strumenti, strategie per far fronte alla parte dura di questa realtà, per non farci “fregare” troppo. E a seconda della fase che viviamo, testiamo la fatica nel fermarci e attingere alla fonte dei nostri sogni.

I nostri figli, invece, sono lì a vivere in modo istantaneo attingendo ai sogni come fonte primaria; sono lì a testare la fatica a capire un mondo adulto che offre loro un’altra fonte da cui imparare: la realtà, a volte meno potente e attraente. Loro non sono lì per rifiutare il nostro dono o per infrangerne le regole…non ancora, non del tutto. Chiedono solo di poterle scoprire e non subirle. E nello zainetto hanno bisogno di due elementi importanti: sentirsi al sicuro e avere la fiducia dell’adulto.

Successivamente, saranno i primi a “rimpicciolirsi” appena faranno esperienza nel sollevare pesi enormi, si arrabbieranno con noi oppure torneranno a chiederci quella piccola e comoda sedia sulla quale si sono sempre seduti per mangiare un boccone a tavola.

I nostri figli hanno bisogno di continuare a vedere nel mondo la magia (loro hanno questa attitudine più allenata della nostra), avere il desiderio e lo spazio per chiederci di poter salire su uno dei treni che passa in stazione e che li ha incuriositi. A volte la nostra paura che possano illudersi e soffrire tende a frenarli o inconsapevolmente indirizzarli su un treno di aspettative che può portarli:

  • a scendere alla prima difficoltà
  • a sforzarsi di rimanere su per non leggere nei nostri occhi la delusione, (quella che non li fa sentire al sicuro).
  • a scendere e non andare più in cerca di altri treni ma decidere di non timbrare più il biglietto e disfare le valigie per “stare al sicuro”

A volte, non viaggiano perché non c’è magia, solo fatica di continuare a non deluderci…e sono già stanchi.

Noi genitori a volte siamo delle persone “ingombranti”, ci piace offrire ai figli ciò che non abbiamo potuto esplorare o ciò che abbiamo esplorato e imparato…siamo lì a offrirlo a loro con tutte le buone intenzioni ed entusiasmo, ma a volte la loro percezione è di una “presenza scenica ingombrante davanti alla quale possono usare la dipendenza, l’indifferenza o la lotta”. Non è colpa loro, non è colpa nostra, non è intenzionale, ma noi abbiamo in più la responsabilità e la capacità di capire il loro modo di percepire le cose; se ne siamo consapevoli possiamo fare tanto, ad esempio…un passo indietro sulla scena.

Sappiamo ascoltare i nostri figli a questo modo? Rimanere in contatto con la loro percezione delle cose e capire se viaggia fluida con le nostre intenzioni amorevoli nei loro confronti?

INTENZIONE:

  • Addormentarsi come la sorella di Alice e sognare l’intero racconto dei nostri figli immergendoci nel loro modo di vedere le cose.
  • Risvegliarci più consapevoli e fiduciosi sul loro futuro:diventeranno uomini e donne forti con il cuore puro dell’infanzia, illumineranno le vite delle altre persone con le loro storie che a noi adulti sembrano oggi così strampalate.
  • Invitare noi stessi e i nostri figli a trovare magia nel mondo. Come? Seguiamo il suggerimento del cappellaio matto: «Il segreto, cara Alice, è circondarsi di persone che ti facciano sorridere il cuore. È allora, solo allora, che troverai il Paese delle Meraviglie».

FINE DELLA RUBRICA

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Questo percorso di lettura del MeP rivolto ai genitori è stato curato da Stefania Comerci, Socio Fondatore del MeP di Milano.  

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